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¿Cómo ayuda a la industria del mecanizado el desarrollo de la biomedicina?

Come lo sviluppo della biomedicina aiuta le lavorazioni meccaniche?

Nov 20, 2021

La biomedicina è una disciplina incentrata sugli aspetti biologici della medicina. Il suo obiettivo principale è studiare i processi cellulari, molecolari, genetici e biochimici presenti nelle malattie e nelle patologie che colpiscono l'essere umano. Si punta così a una diagnosi precoce delle malattie e alla messa a punto di trattamenti per curarle.

Medico Approccio pratico Utilizza i risultati di laboratorio ottenuti dal biomedico per formulare diagnosi Diagnosi dei sintomi, assistenza ai pazienti, trattamenti e interventi
Biomedico Ricerca Utilizza i dati pratici derivati dalla ricerca del medico Raccoglie campioni biologici per svolgere ricerche sulla cura delle malattie

L'industria delle lavorazioni meccaniche, invece, comprende le tecniche industriali che trasformano un oggetto iniziale in un altro di forma e dimensioni diverse.

Il punto d'incontro tra questi due ambiti è, ad esempio, la produzione di strumenti chirurgici come pinzette, forcipi o divaricatori. Questi strumenti, indispensabili in chirurgia, nascono da un pezzo di acciaio chirurgico lavorato con diverse macchine, come le macchine da taglio, fino a ottenere la forma ottimale per l'uso.

Allo stesso modo, l'industria delle lavorazioni meccaniche è responsabile anche delle protesi, realizzate con materiali che non provocano rigetto da parte dell'organismo, come il titanio, e con forme che sostituiscono le parti originali. La lavorazione meccanica garantisce la perfezione di questi pezzi, conferendo loro una finitura impossibile da ottenere senza queste macchine.

La microlavorazione

Negli ultimi anni il settore biomedico è cresciuto notevolmente, adottando nuove tecnologie che hanno contribuito alla ricerca di cure e trattamenti per alcune malattie. Ciò è stato possibile, tra l'altro, grazie alla microlavorazione.

La microlavorazione è la tecnica con cui si realizzano pezzi di dimensioni minuscole che altrimenti non si potrebbero produrre con tale precisione. Questo è possibile grazie all'elevata velocità di lavoro su macchine raffreddate, che mantengono una temperatura stabile per raggiungere una precisione impareggiabile.

Questa tecnica lavora materiali molto duri come l'acciaio inossidabile o il titanio, con cui si realizzano pezzi destinati al settore medico-dentale. Tra i prodotti realizzabili grazie alla microlavorazione ci sono le viti per osteosintesi, impiegate con placche avvitate all'osso per curare le fratture articolari.

I progressi della biomedicina grazie alla lavorazione meccanica

La biomedicina ha compiuto notevoli progressi negli ultimi anni, ottenendo molti risultati che facilitano la cura e il trattamento delle patologie. Per raggiungerli servono laboratori dotati di complesse apparecchiature tecnologiche prodotte in fabbrica mediante processi di lavorazione meccanica. Si può quindi affermare che senza questi processi di lavorazione per la produzione di apparecchiature scientifiche all'avanguardia non sarebbe possibile progredire in campi di ricerca importanti come quello delle cellule staminali.

Cellule staminali

La ricerca sulle cellule staminali ha permesso agli scienziati di trasformare cellule adulte in cellule staminali simili a quelle presenti nell'embrione. Le cellule staminali sono cellule cosiddette indifferenziate: possono cioè trasformarsi in altri tipi di cellule, come le cellule del sangue o le cellule nervose. Da qui la ricerca è arrivata alla transdifferenziazione, il processo con cui una cellula di un tipo può diventare una cellula di un altro tipo. Ad esempio, una cellula della pelle può diventare una cellula del cervello.

Questo risultato è estremamente importante, perché consente di curare malattie del sangue o riparare ustioni. Inoltre, con il tempo è molto probabile che si possano curare alcune malattie oggi incurabili, come l'Alzheimer.

Questa malattia colpisce le cellule nervose del cervello e provoca demenza. Sebbene la sua origine non sia ancora del tutto chiara, una teoria la attribuisce a un eccesso di due proteine nel cervello. Queste proteine, chiamate beta-amiloide e tau, formano grovigli nel cervello che potrebbero ostacolare la comunicazione tra le cellule.

Le cellule staminali vengono oggi utilizzate nella ricerca su questa malattia attraverso la produzione di neuroni con lo stesso patrimonio genetico delle persone affette da Alzheimer. In questo modo si potrebbero sviluppare farmaci in grado di ridurre l'eccesso delle proteine tau e beta-amiloide.

C'è ancora molta strada da fare e molto da scoprire in questo campo. Tuttavia, questa branca della scienza avanza a passi da gigante grazie, tra l'altro, all'industria delle lavorazioni meccaniche, che trasforma in realtà i desideri e i sogni degli scienziati e le necessità dei pazienti.